Aldo Aytano
Lucca

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Aldo Aytano

Nasce a Lucca nel 1954.

È titolare della Cattedra di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico di Lucca.

Le prime esperienze pittoriche lo vedono impegnato a dipingere paesaggi della Garfagnana. I soggetti privilegiati sono le Apuane, ma anche gli alpeggi, i casolari abbandonati, le capanne di pietra con il tetto di paglia, il cui silenzio è spesso accentuato dal manto nevoso. Gli anni '80 sono quindi caratterizzati da una produzione di pochi quadri "primitivi", tutti di soggetto montano.

Con la seconda metà degli anni '80 l'attenzione del pittore si sposta, dalle colline e dai boschi della Garfagnana alle cave dell'Altissimo e lì si ferma con il preciso intento di studiare ed approfondire il tema del marmo e dell'uomo che scava e taglia la montagna per portar via un prezioso materiale: una pietra bianca e fredda come la neve. Da qui una serie di studi che hanno per soggetto: le pietre, i blocchi di marmo, i ravaneti e ovviamente le cave. Questa esperienza si conclude con la realizzazione nel 1987 di una cartella di stampe, in collotipia, sul paesaggio toscano. Editori della cartella "Immagini" i fratelli Alinari di Firenze con testo introduttivo del noto scrittore lucchese Guglielmo Petroni.

Nel 1990 tutto il lavoro grafico sviluppato nelle cave sarà esposto e pubblicizzato nella mostra: "Il Mestiere dell'Arte", realizzata dal comune di Pietrasanta (LU). Contemporaneamente il pittore produce una serie di quadri ad olio sul paesaggio volterraneo le cui colline sembra vadano a dare sollievo a quei tagli tipici della montagna ferita e alla troppa verticalità dei luoghi dove si taglia il marmo. Gli anni '90 sono caratterizzati dalla ricerca di nuove tecniche pittoriche, ma principalmente di nuovi soggetti.

Una scatola di acquarelli mai usati accompagna il pittore nel suo primo viaggio in India - gennaio 1998 - dal quale riporta numerosi piccoli dipinti tutti carichi di toni gialli e arancioni. Ed è un dipinto fatto proprio con la stessa scatola di acquarelli, "Autunno a Forci" dello stesso anno, che dà il via a un periodo proficuo di lavoro pittorico, che lo vede alle prese con colori del tutto nuovi, quelli scoperti di recente in India che saranno poi una costante del suo modo di dipingere. Il 1998 si conclude con una mostra al "Magazzino di Antonio" in località Molina di Quosa (PI) dove il pittore assieme ad altri due artisti, Carlo Carozzi e Gianfranco Saracini, espone sia i piccoli dipinti ad acquerello fatti nel Gennaio in India, che le opere di quell'anno che si accomunano per la presenza di toni sul giallo carichi e vibranti.
Nel 1999 si realizza sempre al "Magazzino di Antonio" una mostra personale dove, fra le molte cose esposte, sono presentati, per la prima volta due quadri, in cui i soggetti saranno poi i temi più frequenti del pittore, cioè: un casello ferroviario, il "Casello di Venturina", e una pineta estiva, "Estate a Riva Verde". E' da questo momento che la ricerca e l'interesse del pittore si orienta verso quel tratto di costa che si allunga da Livorno a Grosseto, ed è nelle vicinanze di Follonica che trova i luoghi ideali per la sua avventura creativa.

Il 2000 è un anno importante sotto il profilo delle manifestazioni pubbliche, forse anche un po' unico fino ad oggi, perchè lo vede partecipare ad una mostra intitolata "Il Viaggio delle forme e dei colori", patrocinata dalla Soprintendenza ai Beni e ai Monumenti di Pisa e realizzata nella Pinacoteca di Volterra. Ben 18 quadri verranno esposti, molti dei quali dipinti proprio a Follonica.

II 2001 è caratterizzato da una produzione pittorica molto intensa dove si alternano acquarelli minuziosi, per la scelta dei soggetti e la resa dei particolari, a opere ad olio di grandi dimensioni. Una in particolare, dal titolo: "Una notte piena di speranza", affronta il tema degli extracomunitari e della loro continua ricerca di un rifugio per dormire. Il dipinto raffigura un casello abbandonato, quello di Venturina, immerso nella notte, e di una luce che da una finestra proietta il suo riflesso sui binari.

II 2002 lo trova presente alla manifestazione estiva della "Soffitta nella strada" di Sarzana con la mostra "Tra luce e colore", organizzata all'interno di una Galleria d'arte in via Fiasella, dove presenta il dipinto "Una notte piena di speranza" completamente finito, con altri più piccoli che hanno come soggetti i "caselli" e le "pinete estive".

Il 2003 lo trova nuovamente presente alla manifestazione estiva della "Soffitta nella strada" di Sarzana con la mostra "Fra i pini il mare", dove presenta due nuovi quadri di grandi dimensioni: un casello raffigurato di notte, il "Casello di Nozzano" e una pineta invasa dalla luce "Tempesta di luce a Riva Verde" con altri più piccoli ispirati alle pinete della darsena viareggina.

Nel corso del 2004, e precisamente in occasione della manifestazione dedicata alle piante e ai fiori da giardino chiamata "Murabilia", il pittore ha presentato le sue recenti opere pittoriche dedicate prevalentemente alle pinete del Mediterraneo.

La produzione artistica attuale è caratterizzata da un’importante novità: la scoperta e il crescente interesse per la ceramica. Dal 2005 l’artista inizia a produrre ceramiche, principalmente nel laboratorio di Franco Francesconi a Pietrasanta con la collaborazione di Massimo Gentili, ma anche a Montelupo Fiorentino.

Le forme ceramiche, ma in particolare il colore ceramico, è per lui una vera e propria scoperta di come lo “smalto” riesca a dare una tale luminosità ai soggetti dipinti da spingere l’artista a tradurre in ceramica molti acquerelli da lui prodotti contemporaneamente.

Vengono così prodotti numerosi pannelli in ceramica a soggetto marino e anche con scene tratte dagli spettacoli circensi. Ma la produzione principale si sviluppa in molteplici piatti da parata, in grandi ciotole e vasi dalle forme arcaiche con decorazioni astratte.

Primeggiano i colori caldi, orientali, tratti e fatti propri con i numerosi viaggi in India. Decorazioni ispirate ad una segnica geomantica, dove si vuole tradurre nel segno tutto il proprio sentire.

In occasione della 74° Mostra Internazionale dell’Artigianato fiorentina (24 Aprile - 2 Maggio 2010), nella sezione “Visioni”, presso il Padiglione Cavaniglia dedicato alle imprese italiane e estere che si occupano dell’innovazione, del design e della ricerca, Aldo Aytano presenta al pubblico per la prima volta le sue ceramiche.

ATTENZIONE
Tutti i prodotti ceramici qui esposti sono unicamente prodotti a scopo artistico, non sono adatti per essere usati nell’alimentazione. Le ciotole, i grandi vassoi e i piatti da parata, possono essere usati come contenitori di frutta e verdura da esporre, ma non sono adatti ad accogliere insalate, macedonie o cibi cotti come: pasta, carne o pesce.